Ultima modifica: 18/12/2017 or 06:42:53

Area educazionale - Allergia al lattice

Il lattice, sostanza lattiginosa, vischiosa, scorre nei tubi laticiferi dell’albero della gomma (Hevea Brasiliensis) e, dopo incisione del tronco di questa pianta e dei suoi tubi laticiferi, viene raccolto in appositi contenitori. Durante il processo di lavorazione vengono addizionati al lattice svariati additivi chimici, in rapporto alle specifiche caratteristiche del prodotto finito.



Le proteine del lattice sono responsabili dei fenomeni allergici mediati da anticorpi IgE, esse possono determinare, in soggetti allergici, la comparsa di quadri clinici quali orticaria, angioedema, rinite, congiuntivite, asma ed anafilassi dopo contatto diretto con la cute o le mucose con prodotti che le contengono oppure dopo la inalazione sotto forma di particelle aerodisperse nell’ambiente. Gli additivi possono causare reazioni ritardate e dermatite da contatto. Il lattice è presente in un gran numero di prodotti che trovano largo impiego in ambito sanitario ma che sono anche utilizzati in numerosi ambienti di vita e di lavoro.

L'allergia da lattice interessa dall'1 al 7% della popolazione, con picchi che possono toccare il 12% tra gli operatori sanitari. Alcune categorie, a elevata esposizione, sono definite "gruppi a rischio", come appunto il personale sanitario, dove le frequenze sono comprese tra il 2,8 e il 12%, soggetti che abbiano subito ripetuti interventi chirurgici in età infantile (per esempio i bambini con spina bifida hanno una frequenza tra il 30 e il 65%), o lavoratori dell'industria della gomma (9-11%).

Il lattice è una sostanza di origine vegetale, con cui vengono prodotti una grande quantità di manufatti di largo uso, sia in ambiente sanitario sia al di fuori di esso.



La frequenza di sensibilizzazione al lattice è aumentata negli ultimi decenni, si suppone per il cresciuto utilizzo di guanti in lattice in ambiente sanitario e di contraccettivi in ambiente non sanitario.

I soggetti sensibilizzati possono andare incontro a orticaria, rinite, oculorinite, asma bronchiale, angioedema e più raramente shock anafilattico. Sono state inoltre documentate sensibilizzazioni crociate tra lattice e alimenti vegetali, quali banana, kiwi, avocado, castagna, arachidi, e fra lattice e alcune piante ornamentali di larga diffusione, come il Ficus benjamin e la “stella di Natale” (Euphorbia pulcherrima).

Il contatto con il lattice può avvenire per via cutanea, ma più frequentemente mucoso o sistemico. Da non sottovalutare anche il contatto aereo, dovuto all'aerodispersione di proteine di lattice nell'ambiente, veicolate dalla polvere dei guanti.

In considerazione della diffusione e della possibile gravità delle reazioni allergiche al lattice, alcune regioni hanno emesso linee guida per la prevenzione di questa patologia nei pazienti sensibilizzati e nei lavoratori esposti, da adottare nelle strutture sanitarie pubbliche e private e negli studi professionali accreditati.

La prima cosa da fare è un’accurata anamnesi e sottoporre i pazienti a questionari specifici che permettono di identificare quelli a rischio e quelli con documentata allergia.

Per i pazienti a rischio è utile avviare una consulenza allergologica per la definizione della diagnosi, nei casi di interventi in urgenza/emergenza trattare i pazienti a rischio come potenziali allergici al lattice.

La diagnosi di allergia la lattice si avvale di test in vivo (prick test, patch test e test di esposizione) e di test in vitro (dosaggio delle IgE specifiche per lattice e per le singole molecole).



Per il trattamento dei pazienti allergici, è utile organizzare una stanza “latex safe” sicura sotto il profilo della esposizione al lattice.

I pazienti allergici al lattice devono segnalare la loro condizione già al momento della prenotazione in modo da essere inseriti fin dalla prima visita in un percorso latx safe.

Misure di prevenzione primaria:

  1. Impiego esclusivo di guanti di lattice solo in alcune mansioni, preferendo quelli senza talco
  2. Usare guanti non di lattice (vinile o nitrile) per pulizia degli ambienti e dei pazienti, distribuzione dei pasti, etc.
  3. I bambini con spina bifida dovrebbero evitare l’esposizione al lattice fin dalla nascita

Misure di prevenzione secondaria:

  1. Anamnesi per la individuazione di una possibile allergia al lattice
  2. I pazienti a rischio dovrebbero essere individuati e diagnosticati prima di pratiche medico - chirurgiche che comportano esposizione al lattice
  3. Predisporre un setting adeguato e modalità di cura latex safe
  4. Investigare su possibili reazioni crociate

Riferimenti bobliografici

Current prevalence rate of latex allergy: Why it remains a problem?
Miaozong Wu , James McIntosh and Jian Liu J Occup Health 2016; 58: 138-144

Fonte


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