Ultima modifica: 18/12/2017 or 06:42:53

Area educazionale - Farmaci

Gli antibiotici sono responsabili del 40% delle reazioni allergiche e pseudo-allergiche a farmaci. I beta-lattamici (penicilline naturali e semisintetiche, cefalosporine) incidono in maggior misura (circa 60%), seguite da sulfamidici, tetracicline, macrolidi, ecc. L’età a maggior rischio è tra i 20 e i 50 anni, mentre il sesso, la razza e il fenotipo HLA non sembrano influenzare l’incidenza delle reazioni. Dal punto di vista diagnostico è indispensabile una attenta anamnesi per stabilire i rapporti (cronologici e di causa-effetto) tra assunzione del farmaco e manifestazioni di ipersensibilità. Le metodiche diagnostiche si avvalgono dei test in vivo e dei test in vitro e sono di competenza, esclusiva, dello specialista allergologo.

Gli anestetici ed oppiacei

Tutti i farmaci anestesiologici possono, in quanto apteni, dare luogo a reazioni allergiche. I curari rappresentano la maggioranza dei farmaci responsabili di shock anafilattico in corso di anestesia generale. Le cutoreazioni non si modificano nel tempo, tuttavia si possono sia positivizzare che negativizzare, per cui è opportuno testare sempre il farmaco anestetico prima di una successiva anestesia. La diagnosi di allergia ad un anestetico non esclude la possibilità di una allergia associata verso un’altra sostanza. Il cardine della diagnosi resta comunque l’anamnesi accurata; il test diagnostico in vivo, sempre di competenza dello specialista allergologo.

Mezzi di contrasto radiografici (MCR)

Circa il 5-8% dei pazienti che ricevono MCR ionici presentano, di solito,delle reazioni di moderata entità e senza conseguenze cliniche; tuttavia circa 1/10000 presenta reazioni gravi o anche mortali. Sono da considerare pazienti a rischio di RAF (reazioni allergiche ai farmaci) da MCR, i soggetti affetti da malattie cardiache, diabete, insufficienza renale o epatica, malattie ematologiche e metaboliche, neonati, anziani, soggetti disidratati. La valutazione diagnostica è di stretta competenza dell'allergologo.

Consigli utili

- Evitare tassativamente l’assunzione di specialità farmaceutiche che hanno dato precedenti reazioni avverse per qualunque via di somministrazione (locale, orale o parenterale) e dei farmaci ad esso correlati;

- Utilizzare farmaci solo in caso di reale necessità; evitare l'automedicazione con farmaci "da banco"

- Preferire la via orale di somministrazione ed evitare, quando possibile, l’associazione contemporanea dei farmaci

- Ridurre le prime dosi somministrate alla metà;

- Considerare che, a parte i farmaci, tutto ciò che viene assunto per via orale può contenere sostanze chimiche correlate con i medicamenti responsabili della suddetta sindrome;

- Tener presente che anche il proprio partner deve evitare l’assunzione di quella categoria di farmaci verso la quale si sono avute reazioni allergiche, poiché queste potrebbero insorgere durante o dopo eventuali rapporti;

- Annotare su di un cartellino, da portare sempre con i documenti, il nome del farmaco che ha dato reazioni avverse e anche il nome dei farmaci ben tollerati.

Riferimenti bibliografici

Clinical outcomes following inpatient penicillin allergy testing: A systematic review and meta-analysis
K. A. Sacco, A. Bates, T. J. Brigham, J. S. Imam, M. C. Burton. Allergy 2017


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